La libertà “condizionata” del “green pass”

image_pdfimage_print

di Daniele Trabucco

Il decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, con la disposizione normativa di cui all’art. 3, ha esteso la certificazione verde Covid-19 ad ambiti quali la partecipazione a concorsi pubblici, accesso a bar e ristoranti con consumazione al chiuso e al tavolo (ma posso restare all’interno del locale, in piedi e al banco, per tutta la giornata con la tazzina del caffè in mano e fissare il muro senza bisogno del “green pass”), ingresso a piscine e strutture termali etc…

Le notizie di questi giorni vanno nella direzione di un aumento delle richieste di vaccinazione. Molte persone, delle quali è giusto avere il massimo rispetto per la scelta intrapresa, hanno ritenuto, anche in ragione delle vacanze agostane, doveroso procedere con la vaccinazione. Tuttavia, il possesso della certificazione non consente affatto una libertà totale, in quanto è sottoposta ad alcune condizioni:

1) qualora ci fosse un incremento della curva epidemiologica e una Regione divenisse arancione o rossa sia pure alla luce dei nuovi parametri, molte attività, in base alle misure di contenimento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempore 02 marzo 2021, resterebbero chiuse e il possessore del “green pass” non vi potrebbe accedere proprio come il non possessore (art. 3, comma 2, del decreto-legge n. 105/2021);

2) qualora il soggetto titolare della certificazione (vaccinato o sottoposto a tampone con esito negativo) fosse “identificato come caso accertato positivo al Sars-Cov2”, questa “cessa di avere validità” (art. 9, comma 3, del decreto-legge n. 52/2021 convertito, con modificazioni, nella legge ordinaria dello Stato n. 87/2021);

3) è vero che, in base al regolamento (UE) n. 953/2021 e ai sensi del paragrafo 36 del considerato, il certificato digitale verde europeo Covid-19 non costituisce condizione per la libera circolazione nel territorio dell’Unione e che non può comportare discriminazioni tra vaccinati e non vaccinati (in quest’ultima categoria sono inclusi anche coloro i quali hanno deciso liberamente di non sottoporsi all’inoculazione), ma è anche vero, se si legge guidati dal criterio dell’interpretazione sistematica l’art. 11 della sopra menzionata fonte regolamentare, che non solo gli Stati (come prevede il Trattato) rimangono competenti a introdurre restrizioni per motivi di salute pubblica, ma la stessa accettazione del “green pass” rilasciato da un altro Stato membro è ipotetica (“qualora accettino”) e non preclude, in ipotesi di aggravamento della curva epidemiologica favorita da una variante, la facoltà di imporne di “ulteriori” ai titolari dei certificati (art. 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 953/2021).

Scrive Hermann Hesse (1877-1962): «Se per la tua gioia hai bisogno del permesso di altri, sei proprio un povero sciocco».

Foto: Idee&Azione

26 luglio 2021